LA TAMMORRA |
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Semplici elementi tratti dal corso e dai viaggi a Montevergine, a Montemarano ed in giro per la Campania |
a cura di Orazio De Nigris |
La Tammorra o Tammurro è' lo strumento principe della tradizione campana. Vanta origini antichissime; infatti è già conosciuto presso i Fenici e l'antica Grecia, denominato tympanon; presso i Romani è conosciuto come timpanum. Nel Medio Evo viene utilizzato per scandire il ritmo durante i balli a Corte. Nel Rinascimento viene raffigurato nelle mani di "angeli musicanti", in dipinti , tarsie e composizioni marmoree. Il progenitore della "tammorra" veniva anticamente chiamato "Cembalo". Costituito da un telaio circolare in legno, ricoperto da una pelle animale ben tesa (capra o pecora). |
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Esiste anche un’altro tipo di tammorra, cha a differenza di quella tradizionale non ha i cembali ed è chiamata MUTA. E’ molto usata durante alcuni riti religiosi e per accompagnare particolari tipi di canti popolari

POSIZIONE 1
La prima cosa da fare per poter suonare la Tammorra è imparare a conoscerla, prendere padronanza con lo strumento.
Per prima cosa impariamo ad impugnarla;
La tradizione dice che l’uomo deve impugnarla con la mano sinistra mentre la donna con la mano destra, la maggior parte delle persone però impugna la tammorra con la sinistra e battono con la destra.
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Inclinazione
Di solito sulla cornice in legno della tammorra c’è una nicchia rettangolare dove inserire la mano.
Si inseriscono all’interno tre dita (medio, anulare e mignolo) l’indice resta fuori per poter trovare il giusto equilibrio, il pollice invece ferma la tammorra dall’interno.
Una volta impugnato bene lo strumento dobbiamo inclinarlo leggermente verso l’interno.
Questa è la posizione corretta per poter suonare la Tammorra.
La chiamiamo POSIZIONE 1.
La prima volta che si impugna questo strumento, non si riesce a trovare il giusto equilibrio, il braccio e il polso si stancano facilmente.
Ovviamente all’inizio è normale, bisogna applicarsi quotidianamente e fare un po’ di esercizi.
Apri il palmo della mano sinistra perpendicolare al pavimento e rivolta in avanti, appoggia la tammorra sul palmo della mano con la pelle parallela al proprio petto e rivolta verso l’esterno.
Tieni in equilibrio la tammorra sulla mano, anche provando a camminare.

Un’altro esercizio di equilibrio, molto semplice ma anche molto importante è quello della scopa.

Appoggia una semplice scopa al centro del palmo della mano sinistra e per qualche minuto a tienila in equilibrio.
Anche se sembrano esercizi elementari e molto semplici sono molto importanti per acquistare padronanza con lo strumento.
Per questo consiglio, almeno per il primo mese, di farli tutti i giorni.
2) Per poter suonare con facilità il tamburo è importante sviluppare i muscoli del polso e del braccio.
Quando si suona la tammora la mano che suona non è solo quella che batte sulla pelle ma è anche quella che tiene il tamburo.
Esercitare la mano sinistra è fondamentale per poter imparare a suonare questo strumento.
Chiudi la mano sinistra a pugno e ruota il polso verso destra, con uno scatto veloce come una molla, poi ritorna lentamente alla posizione di partenza .

Questo esercizio deve essere ripetuto in sequenza, almeno per dieci volte, quotidianamente!!!
Ora prendiamo la tammorra e impugniamola come descritto in precedenza, prova a ripetere questo esercizio con la tammorra in mano.
Questo movimento fa suonare i “Cembali” il suono prodotto lo chiamiamo “sciaca”.
Impugna la tammorra, come abbiamo imparato, con la mano sinistra e tenila all’altezza della spalla sinistra perpendicolare al corpo.
- Ruota il corpo verso destra (rotazione interna) portando la tammorra, lentamente, in basso a destra cacciando tutta l’aria dai polmoni.
- Ritorna,(rotazione esterna) sempre lentamente, nella posizione iniziale tirando l’aria con il naso e riempiendo la parte bassa dei polmoni.
Eseguire questo esercizio più volte.
3) Impariamo ora ad ascoltare i vari suoni di questo bellissimo strumento:
Impugna la tammorra e appoggia il palmo e i polpastrelli della mano destra sulla pelle, fai scivolare lentamente la mano formando un cerchio immaginario sulla pelle.
Se facciamo quest’esercizio in silenzio, avvicinando l’orecchio alla cassa armonica dello strumento sentiamo un sibilo leggero, simile al vento o alle onde del mare…
Molti grandi artisti e tamburellisti, come Alfio Antico, iniziano i loro concerti proprio con questo suono.
Mettiamoci in POSIZIONE 1 con la parte laterale sinistra del pollice batti al centro del tamburo,senza far suonare i cembali, un colpo secco e ritorna indietro come se la mano fosse tirata da una molla.

Se ad ogni colpo, pulito e ben assestato, si sentono gli armonici della tammorra, significa che siamo sulla buona strada.
Il cerchio raffigurato rappresenta la pelle della tammorra
La zona evidenziata in rosso indica dove battere con il pollice.
Assestando bene i colpi e distanziandoli l’uno dall’altro, ascolta gli armonici del Tamburo, così da scegliere il punto e il suono più gradevole dove battere.
Ora batti con le punte delle dita, ripetendo gli stessi esercizi, battendo prima al centro e poi ai bordi della tammorra.
Se vuoi creare un colpo chiuso, dove non si sentono gli armonici, basta fermare la mano sulla pelle dopo aver battuto.
Per esercitare anche il braccio e il polso sinistro oltre allo “sciaca” puoi eseguire anche questi due esercizi:
Tammorra in POSIZIONE 1 chiudi le braccia lentamente e con il pollice sinistro batti al centro del tamburo e ritorna in posizione.
Sempre usando il movimento a molla spiegato prima
(es. come se suonassi i piatti in una banda musicale)
Esercizio 2:
Rotazione interna, rotazione esterna “sciaca” battito al centro con i polpastrelli
4) Proviamo ora a creare una frase (una sequenza che produca un ritmo sensato)
Batti ai bordi col pollice e poi al centro con i polpastrelli e viceversa, cercando di dare un ritmo.
Per fare questo tra un colpo e l’altro bisogna aspettare sempre la stessa pausa.
Per facilitare questo esercizio, ovviamente il più importante, consiglio di metterti di fronte ad uno specchio e con un orologio o un metronomo portare sempre lo stesso tempo.
Una volta capito bene questo passaggio tutto sarà più semplice.
Si possono creare diverse frasi musicali anche solo con i pochi battiti che abbiamo imparato
Esempi:
Imparato bene queste figurazioni prova ad accompagnare una canzone di qualsiasi genere musicale, usando però solo le figurazioni fatte fino ad ora.
5) Il Colpo
Batti con la mano aperta o con il retro palmo sul centro della tammorra, senza far sentire gli armonici (colpo chiuso) accompagna la tammorra con la mano sinistra verso l’interno e con la destra cerca di spingerla verso l’esterno.
Per effettuare questo esercizio bisogna fare anche un lavoro di braccia e di spalle
Per eseguire questo colpo, che è importante nella “Tammurriata,” devi esercitarti quotidianamente.
6) Creare una frase ritmica veloce
Per creare una frase ritmica veloce devi assestare battiti chiari e precisi senza allontanare la mano destra dalla pelle.
In sequenza: due battiti con i polpastrelli uno con il pollice uno con i polpastrelli e uno con il pollice, sempre al bordo della tammorra e non staccando mai la mano dalla pelle.
Questo esercizio, oltre a poter accompagnare molte canzoni, serve per imparare le “terzine” che sarebbero tre battiti sul bordo della tammorra in rapida successione (molto veloci).
Anche le terzine sono figurazioni molto importanti per la tammurriata.
LA TAMMURRIATA
Cantà 'ncopp'o tammurro (canto sul tamburo)….. La Tammurriata prende il nome dal tamburo che ne scandisce il ritmo, detto appunto "tammorra o tammurro". Non è solo un genere musicale ma un momento di espressione collettiva attraverso il canto, il ritmo, la danza.
L'esecuzione ritmica viene affiancata da una particolare scansione dei versi, generalmente undici sillabe, che durante il canto subisce modifiche strutturali e modulazioni sempre diverse. Molto viene lasciato all'improvvisazione ed alla fantasia.
In Campania, particolarmente nell'area vesuviana, la Tammurriata emerge durante occasioni ludiche e soprattutto in rituali religiosi come i frequenti pellegrinaggi devozionali alla "Madonna". I "tammurrari" si davano appuntamento 'nnanz'a Chiesa e da qui, accompagnati da carri tirati da buoi o cavalli e addobbati con fiori e nastri colorati, suonando e cantando a squarciagola, partivano per il santuario di destinazione. Nel corteo trovavano posto numerosi danzatori che improvvisavano balli accompagnandosi con "castagnette", le nacchere.
I canti spesso esulavano dai contenuti religiosi traendo ispirazione dalla vita di tutti i giorni: l'amore e il corteggiamento "in primis"; ma trovavano spazio anche altre attività come i canti di lavoro, di sdegno e di protesta. Recentemente, più spesso nelle tammurriate si raccontano (o si millantano) avventure erotiche.
7) Terzine
Come detto in precedenza le terzine sono figurazioni molto veloci e si effettuano sempre sul bordo della tammorra, ecco alcuni esempi:
8) Il ciclo della Tammorra
Il ciclo della tammorra accompagna il 90% delle tammurriate in campania
E viene eseguito mettendo insieme tutti i singoli colpi e movimenti spiegati in precedenza.
Quando si va a battere sulle estremità della tammorra bisogna far lavorare anche il polso sinistro

9) Ciclo completo della tammorra
1 Si parte con “il colpo” centrale a mano aperta o con il retro palmo
2 Estremità interna della tammorra con i polpastrelli
3 Estremità esterna della tammorra con i polpastrelli
4 Estremità interna della tammorra con i polpastrelli
5 “il colpo” centrale a mano aperta o con il retro palmo
6 Estremità interna della tammorra con i polpastrelli
7 Estremità esterna della tammorra con i polpastrelli
8 Estremità interna della tammorra con i polpastrelli
9 Tre “colpi” centrali a mano aperta o con il retro palmo
10 Terzina
Poi si riparte dal punto 1
Vi consiglio di ascoltare qualche cd di musica popolare campano per prendere il ritmo giusto.