Una composizione allegra, brillante, sulla scia esilarante della comicità di Massimo Troisi preparata con uno spirito di divertimento e di improvvisate gags, è la commedia che il Gruppo Teatrale di Buonalbergo ha proposto per le festività natalizie, ai Buonalberghesi ed agli innamorati del teatro dei paesi vicini.
E’ solo un gioco, è un prendersi in giro ad ogni scena, specialmente con le nuove entrate; è il teatro che diverte chi lo fa e chi lo vede.
E’ stata rappresentata il 22 ed il23 dicembre e le richieste, dovute sicuramente al passaparola, ci hanno indotto a replicare ancora il giorno 30 dicembre 2009 ed il giorno 2 gennaio 2010, sempre alle ore 21.00 e con la prenotazione al 3286637968.
Grazie a tutti quelli che accompagnano la nostra attività e che ci gratificano con la loro presenza e con il loro entusiasmo.
Grazie a tutti! Grazie per il consueto calore e apprezzamento che ci donate ogni volta che proponiamo un nostro lavoro.
Rumors, commedia brillante, americana, di Neil Simon, è stata un poco difficile da preparare ma abbiamo voluto provarci. E’ stato un lavoro completamente diverso dai precedenti: storie diverse, ritmo altissimo. La partecipazione ed i commenti ci hanno gratificato per un anno di duro lavoro.
Grazie!
Replicheremo , presso il nostro teatrino, alla Chiesa del Carmine, a Buonalbergo, il 9 settembre 2009, alle ore 21.30.
A causa dell’esiguità dei posti a sedere è necessario prenotarsi. La prenotazione si fa chiamado il 3286637968 oppure a qualunque dei ragazzi del Gruppo Teatrale oppure, dal primo settembre, presso il Bar Lud, presso il Bart biere Carletto, presso il Bar La Taverna.
Salutiamo tutti i visitatori del sito: dal Belgio all’Argentina, dalla Germania all’Inghilterra, da Santianni a Tarravecchia. E’ mancato il tempo per aggiornarlo. Sarà fatto a fine stagione.
Con la rappresentazione del 6 gennaio 2009 si è conclusa la stagione teatrale del 2008. Ci corre l’obbligo, che contemporaneamente è un piacere, di ringraziare tutte le persone che sono venute a vedere la commedia. Un grazie di cuore da parte di tutti quelli che hanno partecipato alla realizzazione di “Natale in casa Cupiello” cioè di tutto il Gruppo Teatrale di Buonalbergo.
Abbiamo sentito il calore, l’affetto, la generosità che sono venuti da tutte le persone presenti, nonostante il freddo.
Sentire le risate, incontenibili, esplodere nella sala, continuamente, è stata la gratificazione più bella che potessimo avere. Grazie.
“Cosa pensa il gruppo teatrale dei recenti fatti accaduti a Buonalbergo? Fernandino in ogni occasione ha sempre detto la sua, questa volta però “tace”
Secondo me è arrivato il momento di dare una bella raddrizzata a questo sporco paese chi ha fatto questi atti criminali deve pagare duramente”
Qualche sera fa, ero tornato da poco a casa, dopo le prove al Teatro per un prossimo concerto musicale ed era da poco passata la mezzanotte e mezza, quando ho sentito degli scoppi, come i soliti petardi che i ragazzi di tanto in tanto fanno scoppiare per strada. Non ho dato importanza alla cosa se non con qualche piccola imprecazione contro l’orario. Un poco più tardi, ancora si sentivano scoppi, cupi, ovattati che mi hanno fatto sorgere qualche piccola preoccupazione ma la televisione ha coperto ogni altro rumore. Dopo non molto, decido di andare a dormire, vado in cucina per un ultimo bicchiere d’acqua e, bevendo, scosto la tendina del balcone per guardare, come faccio di solito, Monte La Guardia e Monte Chiodo: una colonna di fumo denso si alzava da dietro la fila di case poco più sotto; ho aperto il balcone e sono uscito fuori per capire che stava succedendo. Ho visto subito la lampada blu dei pompieri, anzi mi sono sembrate due, e nessuna confusione di gente. Mi è sembrato di capire che fosse scoppiata qualche bombola o qualcosa di simile e che la situazione, però, fosse sotto controllo. Ho indugiato ancora un poco, ripensando agli scoppi ovattati che avevo sentito prima, poi sono rientrato pensando che non era il caso di scendere proprio perché mi era sembrato che non ci fosse bisogno di aiuto e così era in realtà.
Solo il giorno dopo ho saputo che cosa era accaduto: qualcuno aveva dato fuoco alle due macchine del Maresciallo dei Carabinieri che abita poco più sotto di dove abito io, inoltre era stata incendiata la macchina del Sindaco ed una lattina di benzina era stata lasciata presso uno degli imprenditori del paese!
Non è possibile! Non è possibile, mi sono detto. Queste sono cose che succedono in posti di camorra, non a Buonalbergo! Sarà stata una ragazzata di cui magari si è perso il controllo per emulare esempi sbagliati.
E, non molti giorni prima, anche il Vicesindaco aveva subìto degli atti vandalici non solo alla macchina ma anche ai vetri delle sue finestre.
No, non è una ragazzata! Il fuoco è stato appiccato in luoghi lontani tra loro, contemporaneamente, in un ora in cui ancora c’era gente in giro, significa calcolo, significa non avere alcun timore di essere scoperti, visti, riconosciuti quindi o incoscienza oppure organizzazione.
No, no, è qualcosa di serio! E anche se fosse una ragazzata, magari sfuggita di mano, è inaccettabile. E’ un episodio di violenza che non può essere giustificato in nessun modo; non è più un sintomo di qualche disagio ma già malattia che richiede una vera e propria cura.
Molti di noi vorrebbero anche capire il perché di questa progressiva comparsa di continui episodi di intolleranza e di violenza, ma qualunque spiegazione è così difficile, subdola, contraddittoria che forse non lo capiremo mai! Qualunque analisi diventa un racconto di fantasia.
Ecco perché, prima di esprimere qualunque opinione, è necessaria una riflessione serena, attenta e seria.
Parlare, scrivere la propria opinione, inoltre, significa anche esporsi a ritorsioni, ecco perché non si ha notizia di opinioni da parte di nessuno. Se ne parla sottovoce, si fanno delle ipotesi senza senso. Solo il Circolo Giovanni Bovio ha emesso un comunicato esprimendo anche delle opinioni. (Oltre ai giornali che hanno solo dato la notizia) Purtroppo bisogno riconoscere che a Buonalbergo il cosiddetto “tessuto sociale”, che con molta fatica si tentava di tenere unito, va sfilacciandosi sempre più, continuando a creare un degrado nel modo di vivere di molti giovani e forse anche di non più giovani.
Nella ricerca delle responsabilità di questa crisi del sistema di convivenza civile, ci si imbatte nello stesso tessuto: dal cittadino singolo, inerme, solo; ai gruppi di ragazzi davanti ai bar, strafottenti e menefreghisti; alle famiglie che raramente si danno da fare per capire i loro figli e che, sempre più spesso, attribuiscono ad altri le loro colpe, delegando prima alla televisione, poi alla strada il compito di educatori; a tutte le Associazioni presenti sul territorio, prima il Gruppo Teatrale, fino alle istituzioni ufficiali. Ma dire che sono responsabiltà collettive potrebbe significare sminuire le responsabilità. Invece ognuno ha la sua e il primo passo è proprio riconoscerle.
Personalmente riconosco una responsabilità nel non riuscire, con il Teatro, con la musica, con le ricerche, a raccogliere più ragazzi e ad impegnarli in queste attività. Qualche volte li vado anche a cercare ma quando vedono che è un impegno e non solo un gioco non si fanno più vedere. E più invecchio e più anche la forza fisica viene meno. Ma la porta è sempre aperta, quando facciamo le prove, quando suoniamo e siamo sempre pronti a metterci in discussione.
Tutto questo mentre Roberto Saviano vive sotto scorta; a Sant’Arcangelo Trimonte un giovane muore dove non si doveva morire e, a Buonalbergo, il traffico dei camion della monnezza per Savignano comincia a lasciare una scia di uno strano odore dall’Acqua sulfurea fino all’Otatora e per tutto il resto del suo tragitto.
Che fare?
Domanda senza risposte certe. Possiamo però, almeno cercare di individuare qualcuno dei malesseri, per affrontarlo, per tentare di trovare qualche soluzione.
· La mancanza di prospettive di vita, di lavoro è il principale malessere.
E’ vero che ovunque è così, che la crisi è globale, che ovunque c’è l’incertezza per il futuro, che si aspira più ad guadagno facile, magari sporco, ma immediato ma è anche vero che molti ragazzi sono partiti alla ricerca di lavoro: qualcuno gira l’Italia sbattuto avanti e indietro, qualcun altro conosce le aurore boreali dalle piattaforme petrolifere della Norvegia, qualcun altro fa strade in Azerbaigian: ragazzi di Buonalbergo con i coglioni ! Esempio per grandi e per piccoli!
Chi rimane qui e sente di subire ingiustizie, chi si sente impotente, chi si sente discriminato rispetto ai fortunati, chi si sente figlio di un Dio minore, chi odia, chi pensa che non c’è più niente da fare, tutti questi devono affrontare il proprio sentire, il proprio odio, i propri risentimenti, la propria impotenza e non lasciarsi andare al non fare niente, a nessuna reazione, all’alcol, al fumo … ad altro.
Ci si deve organizzare alla luce del sole, stimolare i politici, chiedere maggiore trasparenza, maggiore informazione. Accettare le sconfitte, le opinioni diverse dalle nostre. Cercare le strade corrette per la protesta. Imparare a conoscere i limiti da non superare. Insomma agire e reagire secondo le regole della civiltà.
Ci sono ancora argomenti di cui parlare, ma per ora fermiamoci qui. Anche perché ho avuto l’impressione, talvolta, che la partecipazione a questo blog si ravviva solo per polemiche stupide o rabbiose invettive provenienti da anonimi.
Una rassegna di musica Etnica inserita in una cornice spettacolare e caratteristica del paese, la fontana de “Lo Lommardo”. I gruppi che si esibiranno quest’anno:
SABATO 9 AGOSTO
ARIACORTE (Salento) - NIDI D’ARAC (Salento)
DOMENICA 10 AGOSTO
LEGITTIMO BRIGANTAGGIO (Lazio) - MIMMO AND R.T.C. (Sicilia)
LUNEDI’ 11 AGOSTO
VALLANZASKA (Lombardia) - PENNY METAL (Gran Bretagna)
Le tre serate sono accompagnate da Mostre di pittura e istallazioni artistiche allestite nei prati accanto al Torrente Santo Spirito e nel Torrente stesso.
Rumori d’acqua: istallazioni artistiche di Michele Spina
Impronte d’arte: mostra di pittura di Manlio Salvatore
Prime gocce: mostra collettiva dei ragazzi di Buonalbergo iscritti al
La fontana de “Lo Lommardo” uno degli angoli più caratteristici di Buonalbergo, completamente immersa nel verde e a diretto contatto con la natura, fino alla fine degli anni settanta, è stata il lavatoio principale del paese e punto di ristoro per le persone che arrivavano a Buonalbergo, ma è sempre stata e lo è tuttora punto di ritrovo per le persone di tutte le età, dagli anziani che durante i pomeriggi estivi vi si recano a giocare a bocce, fino ai ragazzi che vi si ritrovano a chiacchierare in tranquillità.
E’ da questo spirito che nel 2000 nacque la manifestazione “Acqua e musica”. Un gruppo di giovani decise di organizzare una “tre giorni” che abbinasse la buona musica e il buon cibo alla splendida cornice del posto.
Ma è nel 2002 che gli ideatori della festa insieme alla Pro-loco riescono a rendere ancora più unico e speciale l’evento, trasformandola in una rassegna musicale: “Etnofestival Musiche dal Mondo”.
Il Gruppo Teatrale di Buonalbergo organizza, nell’ambito delle manifestazioni legate a “La conservazione della memoria”, la presentazione di un libro di Lodovico Scocca, medico in Roma, cultore del dialetto del paese natìo, Buonalbergo, in provincia di Benevento, e di tutto quello che è tradizione popolare legata alla sua terra. Il libro ha per titolo:
Buonalbergo
Dialetto e lingua italiana
Divergenze e similitudini
Ricerca sul dialetto buonalberghese
Il coordinatore dell’incontro è il Prof Eugenio Fizzotti, Docente Ordinario di Psicologia della religione alla Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana.
La presenza della Dott.ssa Marina Mupo, Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Buonalbergo, garantisce la volontà della scuola ad una sempre più viva partecipazione e integrazione tra la scuola stessa e il territorio sulla quale essa insiste.
Ospite gradito e competente, il Prof. Remo Bracchi, Docente Ordinario di Glottologia alla Facoltà di Lettere cristiane e classiche dell’Università Pontificia Salesiana.
Naturalmente l’autore, Lodovico Scocca, illustrerà la sua ricerca.
La conversazione sarà animata da canti e letture popolari locali, curate dal Gruppo Teatrale di Buonalbergo.
Tutti quelli che sono interessati all’argomento sono invitati a partecipare
A Buonalbergo il nuovo anno ha fatto trovare su alcuni muri del paese grandi scritte con la bomboletta spray. Non sono scritte che inneggiano alla locale squadra di calcio, né simpatici sfottò a rioni o fazioni, sono delle scritte contro persone e contro l’Amministrazione.
Credo che su questo fatto bisogna esprimere la propria opinione perché è un fatto abbastanza grave, che riguarda tutti, nei confronti del quale non si deve nascondere la testa nella sabbia e dire: Io non ho visto.
Io sono contrario a queste scritte.
Quella davanti al Comune, mi ha provocato un senso di malessere ed un sottile, incombente timore; sembra una scritta di partigiani contro un regime, perché dà l’idea che è l’unico mezzo per esprimersi, che non si può parlare senza averne ritorsioni, che non c’è più niente da fare, che non c’è libertà, invece non è così!
E’ vero che da noi manca l’informazione, manca una vera discussione sulle cose pubbliche ma se è così è anche perché noi, da sempre, deleghiamo ad altri le nostre scelte senza assumerci alcuna responsabilità. So che esprimere delle opinioni o la propria confusione rispetto alla politica paesana e anche nazionale, può costar caro, e lo so bene. Ma quando si sente una reazione emotiva rispetto a fatti che accadono e si vuole dire qualcosa bisogna farlo, nei luoghi giusti, con modi opportuni, senza violenza di nessun tipo, anche se si è sconfitti, isolati, allontanati. Confrontare le proprie opinioni significa crescere; anche cambiarle significa crescere.
E’ anche vero che questo episodio, considerato insieme ad altri, esprime un disagio reale e rappresenta un clima avvelenato che nessuno sa come risolvere. E’ necessario porsi delle domande e tentare di proporre delle soluzioni. E’ necessario mettersi in discussione per dare un segnale che si è capito che la situazione è delicata e merita una analisi seria.
La scritta sul muro di fronte al Cimitero, antica come il mondo, non è giusta e anch’essa provoca malessere, specialmente a chi ha figli, ma non solo. Una scritta così finisce solo per offendere una giovane ragazza nel suo intimo, una ragazza che ha fatto delle scelte e che non merita questo dileggio. Si parli del suo operato, si discutano le sue scelte, ma sempre apertamente, a viso scoperto.
A proposito di scritte sui muri, mi è tornato in mente un brano di Italo Calvino, ultimamente molto citato nel nostro Blog, di cui riporto qualche passo:
La città scritta: epigrafi e graffiti.
…due visioni contrapposte ci vengono offerte da Armando Petrucci ad apertura d’un suo saggio: La scrittura fra ideologia e rappresentazione …che si chiude su questa invasione scrittoria che è la presa di parola da parte dei giovani e degli esclusi …( ). In questa giungla grafica egli riconosce una volontà d’affermazione della scrittura come elemento significante e come prodotto creativo nello spazio urbano. Il che non impedisce di registrare anche la degradazione di queste spinte, testimoniata dalle scritte prive d’ogni spirito se non d’una informe e stracca arroganza che occupano oggi così frequentemente le superfici murali delle città italiane.
…Petrucci insegue un ideale di “città scritta”, di luogo saturo di messaggi …Ora è proprio questo ideale che io non condivido. La parola sui muri è una parola imposta dalla volontà di qualcuno, si situi egli in alto o in basso, imposta allo sguardo di tutti gli altri che non possono fare a meno di vederla o recepirla. La città è sempre trasmissione di messaggi, è sempre discorso, ma altro è se questo discorso devi interpretarlo tu, tradurlo tu in pensieri e in parole, altro se queste parole ti sono imposte senza via di scampo …parole che ti piombano addosso in un momento in cui tu non hai scelto: e questa è aggressione, è arbitrio, è violenza.
… La parola scritta non è imposizione quando ti arriva attraverso un libro o un giornale perché … presuppone una disponibilità, un consenso all’ascolto espresso nell’acquistare o soltanto nell’aprire quel libro o quel giornale. Ma se t’arriva da un muro senza possibilità d’evitarla è una sopraffazione in ogni caso.
…
Questo mio discorso non vale per le scritte di protesta sotto i regimi di oppressione, perché lì è l’assenza della parola libera l’elemento dominante anche nell’aspetto visivo delle città e lo scrivente clandestino colma questo silenzio a tutto suo rischio, e anche il leggerlo è in qualche misura un rischio, e impone una scelta morale. ( ) … eccezioni … i casi in cui la scritta è spiritosa … poetica …( ).
Collezione di sabbia, I. Calvino, 1994
Chi volesse in lettura il libro, è nella nostra biblioteca, Se ne può fare richiesta per E-mail oppure telefonando al 3286637968.
In un paesino vicino al nostro, un giorno, la gente decise che era arrivato il momento di cambiare. Non si sapeva bene cosa, bisognava cambiare.
Molti, tra quelli che si proponevano per realizzare questi cambiamenti, la pensavano ognuno in maniera diversa dall’altro; insomma un poco di confusione c’era.
Una cosa era certa a tutti: bisognava vincere! A qualunque costo!
E vinsero.
Sulla generosità dei vincitori sui vinti sono stati scritti dei trattati e forse è superfluo scomodarli, ma sulla generosità dei nostri vincitori rispetto a se stessi e rispetto ai vinti è certamente inutile scomodare la storia o altro perché è una generosità classica, conosciuta, scontata: tutto a chi ha vinto e meno che niente a chi non ha vinto.
Prima di tutto fare qualcosa di nuovo, e per farlo bisogna recuperare fondi, bisogna cominciare a recuperare, ad esempio, le spese superflue; quindi si va un poco a guardarsi le carte, le bollette, le autorizzazioni; si osservano e analizzano le associazioni, i gruppi e i singoli che operano in paese sia nel privato che nel cosiddetto e abusato sociale e le diverse attività.
I gruppi o i privati che danno lavoro, già prima, si erano uniti ed avevano così già garantito, innanzitutto a se stessi, la vittoria ma, per una maggiore sicurezza, avevano permesso, anzi, favorito che ad essi si unissero i gruppi che in genere controllano quelli cha danno lavoro.
Un capolavoro di organizzazione!
I precedenti rapporti con questi, per il momento, non dovevano nemmeno essere messi in discussione: si dovevano solo agevolare, semplificare, trasformare in amichevole disponibilità e utilizzare quanto di organizzato già c’era.
Tra i gruppi ce n’era uno nato circa vent’anni prima, che faceva teatro e si occupava della conservazione e diffusione delle tradizioni popolari, dei canti, delle storie eccetera, e che non aveva mai preso attivamente parte alle competizioni elettorali. Era stato costituito al di fuori delle organizzazioni legate o vicine ad Amministrazioni di vario tipo e di vario colore, proprio per avere una autonomia di operatività ed una indipendenza dalla politica.
Anzi.
I risultati del lavoro del Gruppo teatrale di Buonalbergo, erano stati sempre messi a disposizione di tutti e di tutte le altre associazioni esistenti sul territorio. I Presepi viventi rappresentati negli ultimi anni, sono solo la punta di un iceberg, che lo dimostrano.
Anche tutte le strutture del gruppo sono sempre state messe a disposizione di tutti. Dal palco alle pedane, dalle luci agli impianti per la voce.
Anche la sede, una chiesa che il Parroco aveva dato in gestione al Gruppo Teatrale, trasformata in un piccolo teatro con tutti gli annessi (palco, luci, sedie, impianti ecc.), era stata sempre messa a disposizione di tutti.
Il Vescovo, nella sua ultima Visita Pastorale, aveva confermato con entusiasmo ed apprezzamento l’utilizzo della chiesa ed incentivato il Gruppo a continuare l’attività e a non fermarsi davanti a nessuna difficoltà.
Ma il gruppo non era al servizio esclusivo del potere di turno e i singoli componenti avevano comunque le loro idee e capacità di osservazione e deduzione. Sono cose comuni a tutti gli esseri viventi, nulla di speciale.
E quella volta, da persone della società civile, non come Gruppo di teatro, avevano voluto conservare la loro identità di giovani; non calcolatori, non politici, non organizzati, senza scuole di partito ed avevano scelto di non seguire improvvisi e non comprensibili cambiamenti di rotta.
L’osservazione e l’analisi, quindi, di questo Gruppo, da parte dei vincitori, portarono alla conclusione che, il Gruppo teatrale non serviva a questa comunità; che era più un giocattolo privato di alcuni pseudointellettuali; che era una casta non aperta a tutti; anzi, per meglio dire, era un covo di non si sa che cosa; quindi andavano eliminati dalla propria considerazione e andava costruito altro che avesse potuto portare veramente qualcosa di importante al paese.
Tra le carte si trovarono le bollette della luce, del gas e dell’acqua.
Prima operazione: eliminare le spese superflue. Comunicazione immediata al Gruppo che i vincitori non ritenevano di poter pagare queste spese e che sarebbe stato disposto immediatamente il distacco del servizio della luce, dell’acqua e del gas.
Detto e fatto.
La notizia non raggiunse immediatamente tutti quelli che avevano beneficiato dei servizi del Gruppo del teatro, quindi non vi furono reazioni da parte di nessuno.
Solo il tempo avrebbe potuto dare qualche risposta. Si trattava di aspettare.
Di esistere e resistere.
Da Buonalbergo nel giorno 22 del mese di luglio dell’anno 2006.