Archivio di Ottobre 2008

Buonalbergo in fiamme.

Sabato 25 Ottobre 2008


Qualche giorno fa ho ricevuto questa mail:

 

“Cosa pensa il gruppo teatrale dei recenti fatti accaduti a Buonalbergo? Fernandino in ogni occasione ha sempre detto la sua, questa volta però “tace”
Secondo me è arrivato il momento di dare una bella raddrizzata a questo sporco paese chi ha fatto questi atti criminali deve pagare duramente”

 

Qualche sera fa, ero tornato da poco a casa, dopo le prove al Teatro per un prossimo concerto musicale ed era da poco passata la mezzanotte e mezza, quando ho sentito degli scoppi, come i soliti petardi che i ragazzi di tanto in tanto fanno scoppiare per strada. Non ho dato importanza alla cosa se non con qualche piccola imprecazione contro l’orario. Un poco più tardi, ancora si sentivano scoppi, cupi, ovattati che mi hanno fatto sorgere qualche piccola preoccupazione ma la televisione ha coperto ogni altro rumore. Dopo non molto, decido di andare a dormire, vado in cucina per un ultimo bicchiere d’acqua e, bevendo, scosto la tendina del balcone per guardare, come faccio di solito, Monte La Guardia e Monte Chiodo: una colonna di fumo denso si alzava da dietro la fila di case poco più sotto; ho aperto il balcone e sono uscito fuori per capire che stava succedendo. Ho visto subito la lampada blu dei pompieri, anzi mi sono sembrate due, e nessuna confusione di gente. Mi è sembrato di capire che fosse scoppiata qualche bombola  o qualcosa di simile e che la situazione, però, fosse sotto controllo. Ho indugiato ancora un poco, ripensando agli scoppi ovattati che avevo sentito prima, poi sono rientrato pensando che non era il caso di scendere proprio perché mi era sembrato che non ci fosse bisogno di aiuto e così era in realtà.

Solo il giorno dopo ho saputo che cosa era accaduto: qualcuno aveva dato fuoco alle due macchine del Maresciallo dei Carabinieri che abita poco più sotto di dove abito io, inoltre era stata incendiata la macchina del Sindaco ed una lattina di benzina era stata lasciata presso uno degli imprenditori del paese!

 

Non è possibile! Non è possibile, mi sono detto. Queste sono cose che succedono in posti di camorra, non a Buonalbergo! Sarà stata una ragazzata di cui magari si è perso il controllo per emulare esempi sbagliati.

E, non molti giorni prima, anche il Vicesindaco aveva subìto degli atti vandalici non solo alla macchina ma anche ai vetri delle sue finestre.

No, non è una ragazzata! Il fuoco è stato appiccato in luoghi lontani tra loro, contemporaneamente, in un ora in cui ancora c’era gente in giro, significa calcolo, significa non avere alcun  timore di essere scoperti, visti, riconosciuti quindi o incoscienza oppure organizzazione.

No, no, è qualcosa di serio! E anche se fosse una ragazzata, magari sfuggita di mano, è inaccettabile. E’ un episodio di violenza che non può essere giustificato in nessun modo; non è più un sintomo di qualche disagio ma già malattia che richiede una vera e propria cura.

 

Molti di noi vorrebbero anche capire il perché di questa progressiva comparsa di continui episodi di intolleranza e di violenza, ma qualunque spiegazione è così difficile, subdola, contraddittoria che forse non lo capiremo mai! Qualunque analisi diventa un racconto di fantasia.

Ecco perché, prima di esprimere qualunque opinione, è necessaria una riflessione serena, attenta e seria.

 

Parlare, scrivere la propria opinione, inoltre, significa anche esporsi a ritorsioni, ecco perché non si ha notizia di opinioni da parte di nessuno. Se ne parla sottovoce, si fanno delle ipotesi senza senso. Solo il Circolo Giovanni Bovio ha emesso un comunicato esprimendo anche delle opinioni. (Oltre ai giornali che hanno solo dato la notizia) Purtroppo bisogno riconoscere che a Buonalbergo il cosiddetto “tessuto sociale”, che con molta fatica si tentava di tenere unito, va sfilacciandosi sempre più, continuando a creare un degrado nel modo di vivere di molti giovani e forse anche di non più giovani.

 

Nella ricerca delle responsabilità di questa crisi del sistema di convivenza civile, ci si imbatte nello stesso tessuto: dal cittadino singolo, inerme, solo; ai gruppi di ragazzi davanti ai bar, strafottenti e menefreghisti; alle famiglie che raramente si danno da fare per capire i loro figli e che, sempre più spesso, attribuiscono ad altri le loro colpe,  delegando prima alla televisione, poi alla strada il compito di educatori; a tutte le Associazioni presenti sul territorio, prima il Gruppo Teatrale, fino alle istituzioni ufficiali. Ma dire che sono responsabiltà collettive potrebbe significare sminuire le responsabilità. Invece ognuno ha la sua e il primo passo è proprio riconoscerle.

 

Personalmente riconosco una responsabilità nel non riuscire, con il Teatro, con la musica, con le ricerche, a raccogliere più ragazzi e ad impegnarli in queste attività. Qualche volte li vado anche a cercare ma quando vedono che è un impegno e non solo un gioco non si fanno più vedere. E più invecchio e più anche la forza fisica viene meno. Ma la porta è sempre aperta, quando facciamo le prove, quando suoniamo e siamo sempre pronti a metterci in discussione.

 

Tutto questo mentre Roberto Saviano vive sotto scorta; a Sant’Arcangelo Trimonte un giovane muore dove non si doveva morire e, a Buonalbergo, il traffico dei camion della monnezza per Savignano comincia a lasciare una scia di uno strano odore dall’Acqua sulfurea fino all’Otatora e per tutto il resto del suo tragitto.

 

Che fare?

 

Domanda senza risposte certe. Possiamo però, almeno cercare di individuare qualcuno dei malesseri, per affrontarlo, per tentare di trovare qualche soluzione.

 

·        La mancanza di prospettive di vita, di lavoro è il principale malessere.

 

E’ vero che ovunque è così, che la crisi è globale, che ovunque c’è l’incertezza per il futuro, che si aspira più ad guadagno facile, magari sporco, ma immediato ma è anche vero che molti ragazzi sono partiti alla ricerca di lavoro: qualcuno gira l’Italia sbattuto avanti e indietro, qualcun altro conosce le aurore boreali dalle piattaforme petrolifere della Norvegia, qualcun altro fa strade in Azerbaigian: ragazzi di Buonalbergo con i coglioni ! Esempio per grandi e per piccoli!

 

Chi rimane qui e sente  di subire ingiustizie, chi si sente impotente, chi si sente discriminato rispetto ai fortunati, chi si sente figlio di un Dio minore, chi odia, chi pensa che non c’è  più niente da fare, tutti questi devono affrontare il proprio sentire, il proprio odio, i propri risentimenti, la propria impotenza e non lasciarsi andare al non fare niente, a nessuna reazione, all’alcol, al fumo …  ad altro.

 

Ci si deve organizzare alla luce del sole, stimolare i politici, chiedere maggiore trasparenza, maggiore informazione. Accettare le sconfitte, le opinioni diverse dalle nostre. Cercare le strade corrette per la protesta. Imparare a conoscere i limiti da non superare. Insomma agire e reagire secondo le regole della civiltà.

 

Ci sono ancora argomenti di cui parlare, ma per ora fermiamoci qui. Anche perché ho avuto l’impressione, talvolta, che la partecipazione a questo blog si ravviva solo per polemiche stupide o rabbiose invettive provenienti da anonimi.

 

Un saluto,

Fernandino Iorio