Buonalbergo in fiamme.


Qualche giorno fa ho ricevuto questa mail:

 

“Cosa pensa il gruppo teatrale dei recenti fatti accaduti a Buonalbergo? Fernandino in ogni occasione ha sempre detto la sua, questa volta però “tace”
Secondo me è arrivato il momento di dare una bella raddrizzata a questo sporco paese chi ha fatto questi atti criminali deve pagare duramente”

 

Qualche sera fa, ero tornato da poco a casa, dopo le prove al Teatro per un prossimo concerto musicale ed era da poco passata la mezzanotte e mezza, quando ho sentito degli scoppi, come i soliti petardi che i ragazzi di tanto in tanto fanno scoppiare per strada. Non ho dato importanza alla cosa se non con qualche piccola imprecazione contro l’orario. Un poco più tardi, ancora si sentivano scoppi, cupi, ovattati che mi hanno fatto sorgere qualche piccola preoccupazione ma la televisione ha coperto ogni altro rumore. Dopo non molto, decido di andare a dormire, vado in cucina per un ultimo bicchiere d’acqua e, bevendo, scosto la tendina del balcone per guardare, come faccio di solito, Monte La Guardia e Monte Chiodo: una colonna di fumo denso si alzava da dietro la fila di case poco più sotto; ho aperto il balcone e sono uscito fuori per capire che stava succedendo. Ho visto subito la lampada blu dei pompieri, anzi mi sono sembrate due, e nessuna confusione di gente. Mi è sembrato di capire che fosse scoppiata qualche bombola  o qualcosa di simile e che la situazione, però, fosse sotto controllo. Ho indugiato ancora un poco, ripensando agli scoppi ovattati che avevo sentito prima, poi sono rientrato pensando che non era il caso di scendere proprio perché mi era sembrato che non ci fosse bisogno di aiuto e così era in realtà.

Solo il giorno dopo ho saputo che cosa era accaduto: qualcuno aveva dato fuoco alle due macchine del Maresciallo dei Carabinieri che abita poco più sotto di dove abito io, inoltre era stata incendiata la macchina del Sindaco ed una lattina di benzina era stata lasciata presso uno degli imprenditori del paese!

 

Non è possibile! Non è possibile, mi sono detto. Queste sono cose che succedono in posti di camorra, non a Buonalbergo! Sarà stata una ragazzata di cui magari si è perso il controllo per emulare esempi sbagliati.

E, non molti giorni prima, anche il Vicesindaco aveva subìto degli atti vandalici non solo alla macchina ma anche ai vetri delle sue finestre.

No, non è una ragazzata! Il fuoco è stato appiccato in luoghi lontani tra loro, contemporaneamente, in un ora in cui ancora c’era gente in giro, significa calcolo, significa non avere alcun  timore di essere scoperti, visti, riconosciuti quindi o incoscienza oppure organizzazione.

No, no, è qualcosa di serio! E anche se fosse una ragazzata, magari sfuggita di mano, è inaccettabile. E’ un episodio di violenza che non può essere giustificato in nessun modo; non è più un sintomo di qualche disagio ma già malattia che richiede una vera e propria cura.

 

Molti di noi vorrebbero anche capire il perché di questa progressiva comparsa di continui episodi di intolleranza e di violenza, ma qualunque spiegazione è così difficile, subdola, contraddittoria che forse non lo capiremo mai! Qualunque analisi diventa un racconto di fantasia.

Ecco perché, prima di esprimere qualunque opinione, è necessaria una riflessione serena, attenta e seria.

 

Parlare, scrivere la propria opinione, inoltre, significa anche esporsi a ritorsioni, ecco perché non si ha notizia di opinioni da parte di nessuno. Se ne parla sottovoce, si fanno delle ipotesi senza senso. Solo il Circolo Giovanni Bovio ha emesso un comunicato esprimendo anche delle opinioni. (Oltre ai giornali che hanno solo dato la notizia) Purtroppo bisogno riconoscere che a Buonalbergo il cosiddetto “tessuto sociale”, che con molta fatica si tentava di tenere unito, va sfilacciandosi sempre più, continuando a creare un degrado nel modo di vivere di molti giovani e forse anche di non più giovani.

 

Nella ricerca delle responsabilità di questa crisi del sistema di convivenza civile, ci si imbatte nello stesso tessuto: dal cittadino singolo, inerme, solo; ai gruppi di ragazzi davanti ai bar, strafottenti e menefreghisti; alle famiglie che raramente si danno da fare per capire i loro figli e che, sempre più spesso, attribuiscono ad altri le loro colpe,  delegando prima alla televisione, poi alla strada il compito di educatori; a tutte le Associazioni presenti sul territorio, prima il Gruppo Teatrale, fino alle istituzioni ufficiali. Ma dire che sono responsabiltà collettive potrebbe significare sminuire le responsabilità. Invece ognuno ha la sua e il primo passo è proprio riconoscerle.

 

Personalmente riconosco una responsabilità nel non riuscire, con il Teatro, con la musica, con le ricerche, a raccogliere più ragazzi e ad impegnarli in queste attività. Qualche volte li vado anche a cercare ma quando vedono che è un impegno e non solo un gioco non si fanno più vedere. E più invecchio e più anche la forza fisica viene meno. Ma la porta è sempre aperta, quando facciamo le prove, quando suoniamo e siamo sempre pronti a metterci in discussione.

 

Tutto questo mentre Roberto Saviano vive sotto scorta; a Sant’Arcangelo Trimonte un giovane muore dove non si doveva morire e, a Buonalbergo, il traffico dei camion della monnezza per Savignano comincia a lasciare una scia di uno strano odore dall’Acqua sulfurea fino all’Otatora e per tutto il resto del suo tragitto.

 

Che fare?

 

Domanda senza risposte certe. Possiamo però, almeno cercare di individuare qualcuno dei malesseri, per affrontarlo, per tentare di trovare qualche soluzione.

 

·        La mancanza di prospettive di vita, di lavoro è il principale malessere.

 

E’ vero che ovunque è così, che la crisi è globale, che ovunque c’è l’incertezza per il futuro, che si aspira più ad guadagno facile, magari sporco, ma immediato ma è anche vero che molti ragazzi sono partiti alla ricerca di lavoro: qualcuno gira l’Italia sbattuto avanti e indietro, qualcun altro conosce le aurore boreali dalle piattaforme petrolifere della Norvegia, qualcun altro fa strade in Azerbaigian: ragazzi di Buonalbergo con i coglioni ! Esempio per grandi e per piccoli!

 

Chi rimane qui e sente  di subire ingiustizie, chi si sente impotente, chi si sente discriminato rispetto ai fortunati, chi si sente figlio di un Dio minore, chi odia, chi pensa che non c’è  più niente da fare, tutti questi devono affrontare il proprio sentire, il proprio odio, i propri risentimenti, la propria impotenza e non lasciarsi andare al non fare niente, a nessuna reazione, all’alcol, al fumo …  ad altro.

 

Ci si deve organizzare alla luce del sole, stimolare i politici, chiedere maggiore trasparenza, maggiore informazione. Accettare le sconfitte, le opinioni diverse dalle nostre. Cercare le strade corrette per la protesta. Imparare a conoscere i limiti da non superare. Insomma agire e reagire secondo le regole della civiltà.

 

Ci sono ancora argomenti di cui parlare, ma per ora fermiamoci qui. Anche perché ho avuto l’impressione, talvolta, che la partecipazione a questo blog si ravviva solo per polemiche stupide o rabbiose invettive provenienti da anonimi.

 

Un saluto,

Fernandino Iorio

12 Commenti a “Buonalbergo in fiamme.”

  1. Cesare Pavese scrive:

    … “un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

  2. Roberto Saviano scrive:

    … il mio paese è quell’insieme di donne e uomini che hanno deciso di resistere, di mutare e di partecipare, ciascuno facendo bene le cose che sa fare.

  3. enrico scrive:

    un saluto amichevole a fernandino.
    oggi ho letto questa nuova notizia, sul blog ma non sui giornali. fino a pochi giorni fa sul messaggio su msn avevo scritto questa frase “ORGOGLIOSO DI ESSERE ITALIANO, SANNITA MA NON PIU’ BUONALBERGHESE”. Questa frase è veritiera. Mi vergogno di Buonalbergo. Prima ne ero orgoglioso, a scuola ho fatto studi artistici sul paese. Adesso mi vergogno. Da pochi anni a questa parte Buonalbergo sta in una situzaione pessima. Non si erano verificato atti di questo livello. Le scritte, qualche insulto, si, ma gli incendi non si erano verificati. Questo è segno di malessere. Non voglio fare polemiche perchè non mi conviene (perchè chi sa capisce). Un consiglio ai responabili di farsi un bell’esame di coscienza. Buonalbergo deve essere del Beneventano non al Napoletano o Casertano. Cioè non vogliamo che sia paragonato con queste zone. Noi siamo persone per bene e non vogliamo che la nostra immagine ci venga infangata per colpa di alcuni stupidi, vandali…come volete chiamare.

  4. Giovanni scrive:

    Dal MARCHESE DEL GRILLO
    Don Bastiano [Sul patibolo prima di essere ghigliottinato.]: E voi, massa di pecoroni invigliacchiti, sempre pronti a inginocchiarvi, a chinare la testa davanti ai potenti! Adesso inginocchiatevi, e chinate la testa davanti a uno che la testa non l’ha chinata mai, se non davanti a questo strummolo qua [la ghigliottina]! Inginocchiatevi, forza! E fatevi il segno della croce! E ricordatevi che pure Nostro Signore Gesù Cristo è morto da infame, sul patibolo, che è diventato poi il simbolo della redenzione! Inginocchiatevi, tutti quanti! E segnatevi, avanti! E adesso pure io posso perdonare a chi mi ha fatto male. In primis, al Papa, che si crede il padrone del Cielo. In secundis, a Napulione, che si crede il padrone della Terra. E per ultimo al boia, qua, che si crede il padrone della Morte. Ma soprattutto, posso perdonare a VOI, figli miei, che non siete padroni di un cazzo! E adesso, boia, mandami pure all’altro mondo, da quel Dio Onnipotente, Lui sì padrone del Cielo e della Terra, al quale - al posto dell’altra guancia - io porgo…tutta la capoccia!

  5. pensierorosso scrive:

    Salve pubblico questa lettera scritta da alcuni cittadini montemalesi che stanno lottando contro la discarica, contro l’istituzioni e anche per i paesi limitrofi che se ne fragano del problema della monnezza e di tutto il resto!!

    Sudditi o cittadini credo che questo articolo valga anche per Buonalbergo…

    “Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti,descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’ unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”

    Joseph Pulitzer

    SUDDITI O CITTADINI

    Un aggettivo per caratterizzare la politica nel paese di Sant’Arcangelo Trimonte? Immobilità. Dai tempi degli antichi feudatari, che tiranneggiavano su Montemalo, nulla sembra essere cambiato nella gestione della cosa pubblica.

    A Sant’ Arcangelo i sudditi sono rimasti tali, il loro status non si è mai evoluto in quello di cittadini. I loro diritti sono stati sempre presentati come privilegi, concessioni clientelari dall’alto. La loro partecipazione alla vita della comunità è stata sempre ostacolata e limitata al massimo.

    Il suddito montemalese non deve sapere, non deve capire, né osare contraddire l’autorità, ma deve giacere nella sua posizione subordinata, malgrado, ricordiamolo, la nostra Costituzione, consegna formalmente la sovranità al popolo.

    Qui viene annientato uno dei pilastri su cui si fonda la democrazia: quello della partecipazione popolare alla gestione della cosa pubblica. Ad Atene si sosteneva che “Un uomo che non si interessa allo Stato non è innocuo, ma inutile”.

    La strategia del “Divide et Impera” ha, nei secoli e tutt’oggi, trovato un terreno fertile a Sant’Arcangelo. I vari amministratori, o feudatari che dir si voglia, hanno sempre gestito un territorio e una popolazione, dividendo e frammentando il potere di eventuali opposizioni e impedendo lo sviluppo di una collettività, in cui potessero esserci comunione e condivisione. Si divide e si rendono impossibili aggregazioni collettive, che potrebbero mettere in discussione il potere dominante. Tutti devono restare chiusi nelle loro case, estraniarsi dalla partecipazione civile e guardare la vita che scorre solo da dietro le tende.

    Altra arma per sottomettere il popolo è il concedere aiuti e favori. In realtà il più delle volte si tratta di diritti garantiti ai cittadini dalla legge, non privilegi concessi dalla magnanimità dell’amministrazione. Ad esempio l’asfalto di una strada o l’illuminazione pubblica. Ricordiamo che paghiamo le tasse anche per ricevere questi servizi. Ci spettano di diritto. Ma nella logica del potere accentrato e per ribadire lo staus di inferiorità del suddito, vengono fatte apparire come gentili concessioni. Così come i feudatari imponevano il loro potere assoluto sui sudditi, che si prostravano per ottenere favori, allo stesso modo, oggi, a Sant’arcangelo, i cittadini, nonostante i loro diritti siano garantiti dalla legge, devono ancora ricorrere alle suppliche per avere qualcosa che in realtà è già loro.

    In questa logica politica anche il diritto del cittadino ad essere informato sull’agire e sulle decisioni prese dall’amministrazione, viene meno. Basti pensare alle varie discariche: comparse dal giorno alla notte, senza che la popolazione sapesse nulla o fosse stata informata. La sua opinione o la sua volontà non contano. Chi ha il potere, a Sant’ Arcangelo, decide autonomamente della vita e della morte dei sudditi.

    Prova ne sia che ancora, malgrado la conoscenza del pericolo per la salute degli sversatoi, ancora non sono state attuate le misure idonee per tutelare la salute dei cittadini, come centraline di controllo di elementi cancerogeni presenti nell’aria, e non è stato favorito il coinvolgimento di strutture come l’ASL o l’ARPAC. Tutto sembra essere diretto verso una gestione autarchica della cosa pubblica e una molto approssimativa tutela della salute.

    Ma per l’Unione europea e per il legislatore italiano non siamo più ai tempi del Malo. La legge italiana obbliga le pubbliche amministrazioni a garantire il diritto alla trasparenza, all’accesso ai documenti e all’informazioni da parte dei cittadini. Non dimentichiamo l’importante CARTA DI AALBORG, che sancisce la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Le città si impegnano a rispettare le raccomandazioni dell’Agenda 21 e di svilupparle a livello locale in collaborazione con tutti i settori delle rispettive collettività: cittadini, attività economiche, gruppi di interesse. In modo tale che tutti i cittadini e gruppi interessati abbiano accesso alle informazioni e siano messi in condizione di partecipare al processo decisionale locale.

    Ma sempre più spesso, nel nostro paese, questi diritti sono ostacolati o negati.

    Questa è la realtà politica che insiste a Sant’Arcangelo Trimonte. E il business discarica non è altro che il frutto di questo potere accentrato che ha esautorato i cittadini della loro sovranità sul territorio, rilegandoli alla passiva posizione di sudditi, costretti ad accettare in silenzio le decisioni di chi amministra. Soggiogati dai vincoli dei favoritismi e delle suppliche anche quando tali decisioni recano danno alla loro vita e a quella dei loro figli, azzerano i frutti dei sacrifici affrontati da intere generazioni, barattando la serenità della loro vita e la dignità con futili cose.

    Contro questo modo distorto di fare politica e di concepire la cosa pubblica, Il CODISAM. sono 15 mesi che si sta facendo promotore di idee diverse e nuovi modi di concepire la partecipazione popolare, attraverso la comunione, condivisione e corresponsabilità. Perché il CODISAM vuole che la popolazione torni ad appropriarsi del suo diritto ad essere cittadini, non più solo sudditi.

    Vogliamo ancora una volta ribadire agli amministratori ed ai cittadini meno attenti che la salute non si baratta con niente, e noi nonostante siamo considerati sudditi e no cittadini saremo sempre vigili ed attenti malgrado tutta la zavorra che ci circonda. Ormai i cittadini hanno deciso di riappropriarsi del proprio diritto di cittadinanza con tutti i diritti e doveri nel rispetto delle regole, ma non tolleriamo più chi amministra la cosa pubblica come fosse privata, dimenticando che si sono loro stesso proposti per lavorare,non gratuitamente, per la collettività con cui debbono collaborare ed a cui debbono costantemente, rispettosamente e con trasparenza rendicontare.

    Il CODISAM e l’associazione TERRE E LIBERTA’ continueranno a creare stimoli affinché i cittadini tutti alzino la testa dal cuscino per fare in modo che la posizione di SUDDITI diventi quella di protagonista di se stesso nella collettività Sant’Arcangiolese con l’intendo di fare gruppo con la cultura dell’insieme affinchè si creino le condizioni per la moralizzazione della politica intesa come POLIS, e per evitare che non ci sia più nessuna , che ci possa far perdere la speranza di lottare, la speranza di stare insieme, la speranza di un futuro migliore; il tutto anche per sopperire ai concetti di cristianità che permangono nel popolo di Sant’ Arcangelo Trimonte .

    E’ la dignità che distingue il suddito dal cittadino.

    CO.DI.S.AM

    Comitato difesa salute e ambiente

    Sant’Arcangelo Trimonte

    e-mail codisam@libero.it

  6. fernando capone scrive:

    Sono andato a rileggere (vi invito a farlo) un messaggio di pasquino che del duemilasei, tra vari vaneggiamenti sulla pro loco, affermava che l’attale amministrazione è la migliore degli ultimi trent’anni!!! buon per lui. Penso, invece, che sarebbe ora che i tanti (?) giovani, persone oneste, le forze sane di Buonalbergo (tra le quali escludo Pasquino per manifesta cretineria) si rimboccassero le maniche per risollevare Buonabergo dalla cappa di violenza, arroganza ed conclamata imbecillità a cui supinamente oggi soggiace. Prima che sia troppo tardi.

  7. leonardo scrive:

    Ciao Fernando,
    approfitto del blog per salutare te e tutti i ragazzi del gruppo teatrale.
    Spero che stiate tutti bene e che le prove vadano per il meglio.
    Vi abbraccio Leonardo

  8. Wicked scrive:

    Ciao Leonardo!
    Spero di vederti per lo spettacolo di Natale, in bocca al lupo x il nuovo lavoro un saluto e un abbraccio forte!

  9. Lupo scrive:

    Ueeeeeeee! Leonardo bello! Al teatro si respira un ‘ aria fresca….vieni presto a farti un giro! Stammi bene!

  10. enrico scrive:

    ciao leonardo caro
    un abbraccio
    cmq forza juve

  11. buonalbergheseforeterra scrive:

    paese è identità,appartenenza, non vi è radice più profonda che un piccolo borgo,alle volte (tante) hai voglia di scappare ti sta stretto poi vai via
    e altro non vuoi che tornarci fosse anche per vedere lo scempio dei 110 alloggi,o per vederlo dalla curva di gigetto nel sio splendore.ha sempre avuto due facce buonalbergo: una meravigliosa fatta di poche cose e ancor meno persone e quella che ti incita ad andare. quando però sei andato non hai quasi più diritto di parola,è come se avessi tu deciso il destino in discesa di buonalbergo,pur non volendo.ora la situazione è più tragica che mai,non c’è più nessuno e le teste pensanti sono ridotte ai minimi storici e per questo continuano a vivere e sopravvivere lucrando,come sempre, i peggiori.a loro il popolo ha affidato il compito di governare e di questo mi vergogno ma la poco intelligenza li ha spinti a fare cose fuori dalla loro portata( i clan sono strutturati),pensano di essere onnipotenti e non sanno che in questa guerra al massacro sono le vittime e ben più di loro lo sono i governati,gli assoggettati che con il loro silenzio li rendono forti e vincitori.RESISTERE PER ESISTERE,L’HAI DETTO TU TEMPO FA,aggiungiamoci SCUOTERE.CIAO A TUTTI ERA UNO SFOGO

  12. buonalbergheseforeterra scrive:

    chi è liberta? magari ti conosco,”libertà lho vista passare..”spiega meglio il concetto anche se la forma è davvero meravigliosa

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